Debac’s Weblog


“E chi si muove?”
Aprile 16, 2009, 9:01 pm
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Amelia affronta il tema della prossima partita di campionato contro il Bologna: “Non sarà una partita semplice, perché loro stanno lottando per non retrocedere e quindi verranno qui con grande determinazione.

Ballardini in quella occasione ci ha fatto capire delle cose importanti e cosi siamo tornati in campo con la convinzione di poter recuperare il passivo.

In passato, quando contro l’Inter le mie ex squadre terminavano in svantaggio il primo tempo di una partita con l’Inter o con le altre grandi, molti dei miei vecchi compagni tornavano in campo con l’obiettivo di limitare il passivo.

E’ piacevole, comunque, che questo succeda – spiega il procuratore – perché vuol dire che ha lasciato un segno importante in un città ed in una nazione dove il Benfica è un club storico del panorama calcistico mondiale”.

Fonte:
http://www.lasicilia.it/index.php?id=20255&template=lasiciliait



Yezza, «il terrorista di Nottingham» – Diritti Umani
Agosto 24, 2008, 7:15 pm
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Sotto accusa le leggi antiterrorismo della Gran Bretagna. Dopo il rapporto Onu che le definisce «lesive dei diritti civili», arriva una testimonianza esemplare a riguardo. La storia – pubblicata da The Guardian – è quella dello scrittore e ricercatore dell’Università di Nottingham, Hicham Yezza, accusato di terrorismo per aver scaricato dal sito del Ministero della Giustizia Usa il «Manuale di addestramento di Al Qaida». Che il rapporto – cliccabile sul sito ministeriale e scaricabile anche da Amazon – servisse all’amico Rizwaan Sabir, studente che scriveva una tesi di dottorato sul terrorismo non ha convinto gli inquirenti. «Io pubblicavo una rivista politica – spiega Yezza a The Guardian – e Rizwaan mi inviava copie di materiali di ricerca che stava usando, e quel documento era uno di questi. Ero innocente e sono stato incarcerato senza un’accusa precisa, lasciato in una cella in isolamento per giorni: un’esperienza devastante». Arrestato in base all’articolo 41 della legge sul terrorismo Sospettato di «istigazione, preparazione e organizzazione di atti terroristici» la legge britannica ha fatto scattare le manette intorno ai polsi di Yezza. «Per giorni ho disegnato fumetti, scritto diari, ripetuto i nomi dei personaggi di Saul Bellow, i vincitori del Nobel per la fisica, gli album di John Coltrane, qualunque cosa pur non soccombere all’intorpidamento» scrive ancora Yezza. «Ho sopportato giorni di carcere e ore di interrogatorio, mentre la polizia passava al setaccio ogni centimetro della mia vita: la mia attività politica, la mia vita sentimentale, le mie fotografie, i miei biglietti dell’autobus».

Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=78126