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Rom, l’Europa dà l’ultimatum a Maroni
Luglio 10, 2008, 5:24 pm
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Il governo italiano ha due giorni per ritirare le misure sulle impronte digitali dei piccoli rom. Se non lo farà esporrà il nostro Paese a un’umiliazione senza precedenti nella storia delle istituzioni europee, con tutte le conseguenze politiche che ne deriveranno. Giovedì pomeriggio, infatti, il Parlamento europeo voterà a Strasburgo su una risoluzione che chiede ai governanti di Roma un immediato cambio di rotta e che è stata firmata dai gruppi dall’estrema sinistra ai liberal-democratici, passando per il Pse e i Verdi, che costituiscono già una maggioranza dei 783 deputati europei. Non è affatto escluso, inoltre, che qualche parlamentare del gruppo dei Popolari (particolarmente tra le file olandesi, belghe, austriache e tedesche), preferendo la coerenza con i propri princìpi cristiani e liberali agli ordini di scuderia, voti insieme con sinistra e liberal-democratici. In ogni caso, se Roma non farà marcia indietro, l’esito del voto è praticamente scontato. La risoluzione è durissima e fa a pezzi le miserevoli scalate di specchi con cui il ministro Maroni ha cercato, per giorni e settimane, di far credere all’opinione pubblica italiana che la schedatura dei bambini rom non solo sarebbe una misura vòlta a «proteggerli», ma non contrasterebbe con alcuna norma europea e internazionale. Puntigliosamente, i presentatori del documento elencano i trattati e le convenzioni europee e internazionali, tutti regolarmente ratificati dall’Italia e quindi con valore giuridico anche sul piano nazionale, che Maroni ha strapazzato.

Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=76954


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